La morte mi fa ridere, la vita no. Maledetti e dimenticati della canzone italiana

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Indirizzo: Piazza delle Murate , Firenze - Centro Storico

Data: mercoledì 13 ottobre 2021

Descrizione

Le Murate Caffè Letterario

Piazza delle Murate n.1, Firenze

 

MERCOLEDÌ 13 OTTOBRE 2021

ore 18

Presentazione del libro

La morte mi fa ridere, la vita no. Maledetti e dimenticati della canzone italiana

di Elisa Giobbi

letture Chiara Foianesi - viola Erika Giansanti - modera Edoardo Semmola

 

È già autunno, ma non s’è ancora spenta l’«Estate al Caffè Letterario» presso il Caffè Letterario Le Murate (Piazza delle Murate 1, Firenze; ingresso libero), dove si può fruire, oltre del consueto servizio bar e ristorante, di una programmazione curata da Enzo Mileo e Domenico Frascà, di eventi tardo-pomeridiani e serali: presentazioni di libri, concerti, spettacoli di danza.

Mercoledì 13 ottobre alle 18 presentazione del libro La morte mi fa ridere, la vita no. Maledetti e dimenticati della canzone italiana di Elisa Giobbi (Arcana). L’autrice sarà accompagnata dall’attrice Chiara Foianesi (per le letture) e dalla viola di Erika Giansanti; modera il giornalista Edoardo Semmola.

Quattordici artisti italiani, sette “maledetti” (Buscaglione, Ciampi, Tenco, Califano, Gabriella Ferri, Mia Martini e Rino Gaetano) e sette “dimenticati” (Daniele Pace, Ugolino, Franco Fanigliulo, Enzo Del Re, Stefano Rosso, Guido Toffoletti e Massimo Riva), accomunati dal divario tra il molto talento e la poca fortuna. Le loro gesta artistiche e umane sono raccontate attraverso testimonianze e interviste e in una veste narrativa che rende merito ad artisti sfuggenti, snobbati, ignorati o cristallizzati nella loro condizione di eterni outsider. Io, tu e le roseNessuno mi può giudicare sono canzonette che tutti conoscono ancora; in meno sanno che le scrisse Daniele Pace (1935-1985), quello del trio Pace-Panzeri-Pilat che firmò un mare di canzonette di successo, ma fu anche cofondatore, nel 1971, dei mitici «Squallor» (cui forniva molti spunti). “Il Divo”, lo chiamava Orietta Berti, quando lo vedeva al volante della sua Lamborghini Miura; morì stroncato da un infarto a 50 anni giusti. Franco Fanigliulo (1944-1989) ebbe il suo momento di gloria al Festival di Sanremo 1979 con la strampalata A me mi piace vivere alla grande, che sul palco arrivò con qualche piccola censura: recitava (è il caso di dirlo: piacque al pubblico anche per l’interpretazione molto istrionica) «Ho un nano nel cervello, un ictus cerebrale, bagni di candeggina, voglio sentirmi uguale», ma ci sarebbe stata la cocaina al posto della candeggina. Triste profezia inconsapevole: morì d’emorragia cerebrale a 44 anni, senza aver mai più bissato il successo del 1979. Più durevole la popolarità di Stefano Rosso (quello di Una storia disonesta, che gli valse nel 1977 il Telegatto di Sorrisi e Canzoni), ma spenta ben prima della pur non lunga vita: è morto a neanche sessant’anni nel 2008. Enzo Del Re (1944-2011) negli anni Sessanta lavorava al mercato ortofrutticolo di Firenze; grazie a un concerto per gli Angeli del fango dopo l’alluvione del ’66 conobbe Antonio Infantino e con lui entrò nel cast di uno spettacolo della compagnia Nuova scena di Dario Fo; lui non sarebbe stato tanto dimenticato, anzi, in questo secolo era stato rimesso in auge da un divertente film che prendeva il titolo (e la sigla) dalla sua canzonetta più famosa, Lavorare con lentezza (1974, quando, duro e puro, per esibirsi come cachet chiedeva la paga giornaliera di un metalmeccanico) e portato sul palco del concertone romano del 1 Maggio da Vinicio Capossela nel 2010, anno in cui gli fu dedicato un documentario e fu invitato alla Rassegna delle canzone d’autore sul palco dell’Ariston di Sanremo; ma poco dopo morì. A questi e agli altri tre “dimenticati” che pure hanno arricchito la storia della canzone italiana il libro rende un tardivo ma doveroso omaggio. Elisa Giobbi è autrice anche di «Firenze suona» (2015), «Rock’n’Roll Noir» (Arcana, 2016), «Eterni» (2018), «La rete» (2018), «Love (& Music) Stories» (2019) e «La sposa occidentale» (2019).

Gli eventi di «Estate al Caffè Letterario» sono tutti ingresso libero, nel rispetto della normativa anti-covid, a capienza limitata: è dunque consigliata la prenotazione, per telefono allo 055 9360738, per mail a caffeletterariofirenze.info@gmail.com (attendere risposta) o via WhatsApp al 333 1863521.

 

Prossimi eventi

 

Giovedì 14 ottobre, ore 18 Presentazione del libro Ripartenze. Storie da una professione di Giancarlo Petri (Nardini Editore). Presentano, con l’autore, Elisabetta Bavasso e Maria Rosaria Perilli. “Nel mondo dei grandi c’è il bello e il brutto e se una persona ha avuto la maledetta sfortuna di conoscere solo il brutto, ciò non vuol dire che il bello e il buono non esistano”.  Sono queste le parole di Giancarlo Petri, psicologo e psicoterapeuta, pronunciate in riferimento a un suo giovane paziente e qui ricordate in uno dei sedici racconti di cui è composto Ripartenze - Storie da una professione. Non un saggio, non un manuale fatto di tecnicismi, piuttosto un viaggio, lungo quasi quarant’anni, nell’esistenza umana tra incontri, vicende – Alberto, Elisa, Emanuela, Gennarì e tanti altri – in cui il lettore riesce a ritrovarsi, osservarsi quasi in una sorta di specchio dell’anima e comprendere meglio, così, le proprie emozioni. Una narrazione che presenta esperienze realisticamente forti, testimonianze toccanti, eppure condotta con penna leggera in quanto solo attraverso la lievità si può offrire la speranza e porgere il giusto insegnamento, ossia la certezza di come a ognuno sia concessa l’opportunità di rinascere dal dolore, di “ripartire”, appunto. E sempre da noi stessi, con gli occhi e il cuore puntati verso il futuro. Perché non è mai troppo tardi.

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