Incontro e presentazione del libro "Figli delle Catastrofi"

Cena | Bere Qualcosa | Altro - Evento inserito da elena

Indirizzo: v. Villamagna 27a , Firenze - Gavinana / Galluzzo

Data: giovedì 01 ottobre 2020

Descrizione

Giovedì 1 Ottobre, dalle 18.45 al CPA Firenze Sud

Presentazione di "Figli delle catastrofi - Ribelli e rivoluzionari" di Giorgio Panizzari e Tino Stefanini (Milieu Editori) in presenza dell'autore e del compagno Panizzari

A seguire, cena popolare e bar all'aperto!

Evento Fb  https://www.facebook.com/events/331699531384779?acontext=%7B%22event_action_history%22%3A[%7B%22mechanism%22%3A%22search_results%22%2C%22surface%22%3A%22search%22%7D]%7D

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Le iniziative si svolgono all'aperto in spazi che facilitano il distanziamento, ma non dimentichiamoci la mascherina, (indossiamola quando siamo al chiuso o molto vicino ad altre persone) e la tutela di tutt@, al bagno e al bar troverai sapone ed igienizzante per lavarsi frequentemente le mani!
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Libro scritto a quattro mani da Tino Stefanini e Giorgio Panizzari, due figure di spicco del mondo che si muoveva oltre il limite della legalità negli anni settanta, Figli delle catastrofi racconta le vite di due ragazzi che hanno trascorso la maggior parte della loro esistenza in carcere e che oggi, che ragazzi non sono più, hanno deciso di raccontarsi, scrivendo la propria storia. Una vita segnata fortemente dalla ribellione: Tino Stefanini è un bandito e ha fatto parte della più importante batteria malavitosa di quagli anni: la banda Vallanzasca, quelli della Comasina, protagonisti di rapine e conflitti a fuoco, che hanno segnato in maniera indelebile la cronaca di quegli anni. Panizzari è stato uno dei fondatori dei Nuclei armati proletari e il suo nome era nell’elenco dei 13 prigionieri di cui le Brigate rosse avevano chiesto la liberazione in cambio del rilascio di Aldo Moro. Alternando le due voci, in un dialogo di ricordi serrato e veloce il volume racconta degli enormi cambiamenti nel sottobosco della malavita, con tanta azione e poco carcere, con le riflessioni profonde di chi quel mondo lo ha attraversato per tutta la vita. Il duplice racconto, che si conclude con l’ultimo capitolo di Stefanini dal titolo “Aglio, olio e peperoncino”, racconta anche le trasformazioni delle città del nord Italia, Milano e Torino, nel passaggio alla società postindustriale, con la sorpresa di chi, dopo dieci anni di galera, ritorna nel suo quartiere in cui “ormai si viveva solo spacciando la droga, una cosa che non condividevo e alla quale non avrei mai voluto partecipare”. Molte le pagine inedite dedicate ai protagonisti della vita criminale di quegli anni.

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