FRANKENSTEIN

Teatro | Spettacolo - Evento inserito da elena

Indirizzo: via Donizetti 58 , Scandicci

Data: venerdì 21 settembre 2018

Descrizione

21 Settembre 2018 ore 21
FRANKENSTEIN

Teatro Studio Mila Piperali, Scandicci.
LO SPETTACOLO CHIUDE LA RASSEGNA OPEN CITY 2018
promossa dal Comune di Scandicci

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI!!!!!

Uno Spettacolo/Evento unico, in occasione del bicentenario dell'uscita del Romanzo.

L'Associazione Culturale AVATAR porta in scena in Prima Assoluta
FRANKENSTEIN
Giovanni Guidelli (protagonista di numerose Fiction RAI e Mediaset)
sul palco assieme a Francesco Grifoni e Gabriele Zini.
Da non perdere!

Il Frankenstein di Mary Shelley non è solo un fortunatissimo romanzo dell’orrore che ha generato numerose riletture letterarie, teatrali e cinematografiche ma anche una «straordinaria, insemplificabile macchina per pensare».
Nella nostra messinscena, abbiamo concentrato i temi universali del Romanzo, il rapporto padre-figlio, uomo-creatore, giustizia, etica, morale, ecc... al racconto di tre personaggi, che si muovono sulla scena, fra le pagine del libro di Mary Shelley (un'installazione di fogli stampati che scendono dal cielo come pioggia di parole) come ologrammi viventi. 
L’inizio della storia è affidata alle lettere che il capitano Walton (Gabriele Zini) scrive alla sorella Margaret, nelle quali rende nota l’impresa che intende compiere: la ricerca del passaggio a nordest verso l’Oceano Pacifico.
Poi la messinscena si sviluppa attraverso il racconto svolto dal protagonista, Victor Frankenstein (Francesco Grifoni), salvato dal naufragio dal capitano di una nave che si trova imprigionata fra i ghiacci del Polo (all’interno di uno spazio, quello della nave, che secondo Foucault rappresenta l’«eterotopia per eccellenza», cioè un luogo separato dal normale contesto quotidiano).  Poi sarà il turno della Creatura e il suo volto deforme (Giovanni Guidelli), col suo racconto, dal quale si evince una ben differente versione dei fatti, rispetto a quella fornita dal suo Creatore.
Il personaggio di Frankenstein è quindi il paradigma di una grande responsabilità nei rapporti interpersonali. In questo senso, il romanzo si dimostra ancora molto attuale, in quanto rappresenta la responsabilità, anche politica – nei confronti di ciò che si è creato.
Spaventato dal volto della Creatura, Victor scappa e la abbandona a se stessa. 
E questa sua scelta di abbandono
evoca la riflessione su quanto può essere il peso, nell'opinione pubblica, del falso, della superstizione, del pregiudizio: non siamo forse ancora oggi spaventati dal diverso?
La Creatura è emarginata dal contesto sociale dell’umanità e per lo stesso motivo, e nel profondo, diventa ribelle. Rispetto alle riletture cinematografiche – nota Guidelli – il nostro intento è quello di consegnare alla Creatura una disperazione autentica e inconsolabile: è la disperazione nata dalla terribile consapevolezza di essere un diverso e un emarginato. La rabbia e l’istinto di uccidere nascono come una vendetta nei confronti del contesto sociale e, nella fattispecie, del suo creatore Victor Frankenstein, come unica possibilità di ricevere, se non affetto, almeno considerazione.
Dove sta la ragione?

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